Tic deglutizione Torino: i tic possono manifestarsi in forme molto specifiche e, in alcuni casi, poco conosciute. A Torino seguo anche persone che riferiscono la presenza di un tic legato alla deglutizione, ovvero la sensazione di non riuscire a deglutire in modo naturale e automatico, con un conseguente aumento dell’attenzione e del controllo su questo gesto.
All’apparenza il problema sembra presentarsi senza pensieri particolari o paure evidenti. La persona descrive il sintomo come involontario e automatico. Spesso si pensa che si tratti semplicemente di ansia, ma nella maggior parte dei casi l’ansia è una conseguenza del tic, non la sua causa.
Quando il tic non è solo ansia
In questi casi il tic può essere dissociato da pensieri specifici oppure rappresentare una forma di disturbo ossessivo. Il problema nasce quando un’azione che normalmente avviene in modo spontaneo viene sottoposta a un controllo volontario e costante.
Nel lavoro clinico, il primo intervento consiste spesso nella ritualizzazione del tic. In un caso seguito nel mio studio, alla persona venne prescritto di recarsi davanti allo specchio e deglutire lentamente per un minuto. Alla seduta successiva il paziente riferì un miglior controllo del sintomo e l’esercizio venne progressivamente dilazionato nel tempo.
Il passaggio al dubbio ossessivo
In un secondo momento, però, il quadro cambiò. La persona iniziò a osservare gli altri e a contare quante volte deglutivano, notando una differenza rispetto a sé. A questo punto emerse che il tic era sostenuto da un dubbio di natura ossessivo-compulsiva.
La tecnica venne quindi modificata: da un lato venne prescritta la ripetizione volontaria della deglutizione per un numero definito di volte, dall’altro si intervenne sulla componente ossessiva, inizialmente invitando la persona a pensare o scrivere i pensieri legati al gesto.
Se la parte compulsiva si sbloccò rapidamente, quella ossessiva continuava a mantenere il problema. Il nodo centrale era il cosiddetto dubbio patologico: il tentativo di controllare volontariamente qualcosa che dovrebbe avvenire in modo naturale.
Interrompere il controllo
La svolta terapeutica avvenne quando venne chiarito che pensare di non pensare è già una forma di pensiero. Ogni tentativo di controllare la deglutizione, anche solo per verificare di non averci pensato, manteneva il problema e lo aggravava.
La prescrizione finale fu mirata a interrompere l’iper-riflessione, normalizzando il sintomo e restituendo alla persona la possibilità di non dover eseguire alcun rituale se non strettamente necessario. Questo approccio produsse un effetto normalizzante e di progressiva autonomia.
Dopo alcune settimane il paziente riferì la completa scomparsa del problema. Questo caso rappresenta un esempio di intervento di terapia breve strategica, in cui una parte protocollare viene adattata in modo specifico al funzionamento del disturbo.
Se un tic legato alla deglutizione sta creando disagio o interferisce con la tua vita quotidiana o lavorativa, puoi contattarmi qui per valutare insieme se un percorso terapeutico è adatto al tuo caso.
