Giorgio Ioimo Psicoterapeuta a Torino
Mi chiamo Giorgio Ioimo e lavoro come psicologo e psicoterapeuta a Torino. Nel mio studio mi occupo di percorsi di psicoterapia breve strategica, rivolti a persone che stanno affrontando problemi concreti come ansia, attacchi di panico, disturbi ossessivi, fobie, tic, disturbi dell’alimentazione e situazioni di sofferenza psicologica che limitano la vita quotidiana.
Nel corso degli anni ho maturato esperienza clinica in diversi contesti, tra cui cliniche psichiatriche e SPDC, lavorando a contatto con quadri anche complessi.
Questa esperienza mi ha insegnato quanto sia importante un intervento chiaro, strutturato e rispettoso del tempo della persona, soprattutto quando il disagio è già diventato fonte di stanchezza e frustrazione.
Accanto all’attività clinica, mi sono occupato di disagio giovanile collaborando con istituti scolastici, mettendo a disposizione un approccio pratico e orientato alla comprensione dei problemi emotivi e comportamentali che possono emergere nelle fasi delicate della crescita.
Ho inoltre ottenuto il riconoscimento del titolo di psicologo in Svizzera, a seguito dell’efficacia e dell’efficienza dei trattamenti clinici svolti.
Ricevo a Torino, in uno spazio pensato per offrire un contesto riservato e professionale.
Il mio lavoro è rivolto a chi sente il bisogno di affrontare un problema in modo serio e consapevole, senza percorsi indefiniti e senza promesse irrealistiche.
Il mio modo di intendere il lavoro clinico
Quando una persona decide di chiedere aiuto, di solito ci arriva dopo aver provato a gestire da sola la situazione. Ha cercato di resistere, di controllare, di razionalizzare, di evitare ciò che fa paura, oppure di rassicurarsi continuamente. Spesso, però, questi tentativi finiscono per mantenere il problema invece di risolverlo. Per questo motivo, in terapia non mi interessa soltanto capire cosa stai vivendo, ma soprattutto come il problema funziona oggi e cosa lo alimenta nella quotidianità.
Il mio lavoro è costruire un percorso chiaro, con un obiettivo definito e un metodo coerente. Non significa “fare in fretta”, né cercare scorciatoie, ma evitare dispersioni inutili. Preferisco che la persona sappia dove si sta andando e possa riconoscere, seduta dopo seduta, se stiamo producendo un cambiamento reale. Una terapia senza direzione, anche quando è fatta in buona fede, rischia di aggiungere confusione a chi è già stanco.
L’approccio che utilizzo è attivo e concreto: non si limita al colloquio, ma propone indicazioni e prospettive utili a sbloccare ciò che mantiene il problema. L’obiettivo non è “parlare del disagio”, ma mettere la persona nelle condizioni di recuperare autonomia e libertà, riducendo progressivamente la necessità stessa della terapia.
Questo modo di lavorare richiede serietà e trasparenza. Se un percorso sta funzionando, deve dare segnali. Se non sta funzionando, è corretto dirlo e ricalibrare l’intervento o orientare verso ciò che è più adatto. Anche questo, per me, è rispetto: rispetto per la persona, per la sua storia e per il tempo che sta investendo.
Perché la psicoterapia breve strategica
Nel mio percorso professionale ho scelto di lavorare con la psicoterapia breve strategica perché è un approccio che mette al centro la responsabilità del cambiamento. Non si fonda sull’idea che il tempo, da solo, risolva i problemi, né che comprendere le cause sia sempre sufficiente per stare meglio. Al contrario, parte dall’osservazione di come un problema si mantiene nel presente e di quali tentativi, pur comprensibili, finiscono per rafforzarlo.
Questo modello consente di intervenire in modo mirato su ciò che blocca la persona oggi. In molti casi non è il sintomo in sé a essere il vero ostacolo, ma il modo in cui si cerca di controllarlo, evitarlo o neutralizzarlo. Lavorare strategicamente significa modificare queste dinamiche, creando esperienze concrete che permettono di sbloccare il problema dall’interno.
Ho scelto questo approccio anche per una questione etica. Ritengo importante che una terapia abbia obiettivi chiari e tempi ragionevoli, e che il professionista si assuma la responsabilità di verificare se il lavoro sta producendo risultati. Quando questo accade, la persona recupera autonomia e fiducia. Quando non accade, è corretto fermarsi e riconsiderare la direzione. Per chi desidera approfondire nel dettaglio il metodo, ho dedicato una pagina specifica alla psicoterapia breve strategica.
La psicoterapia breve strategica, così come la pratico, non è un metodo standard da applicare in modo rigido. È una cornice di lavoro che viene adattata al singolo caso, mantenendo un equilibrio tra struttura e flessibilità, tra rigore clinico e attenzione alla persona.
Quando rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta
Rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta è utile quando un problema emotivo o comportamentale inizia a limitare la vita quotidiana e i tentativi personali di risolverlo non stanno funzionando. Spesso si chiede aiuto dopo aver provato a controllare l’ansia, a resistere a un pensiero, a evitare una situazione o a “tenere duro” più del possibile, senza ottenere il cambiamento desiderato.
In questi casi, un intervento professionale può aiutare a fare chiarezza su ciò che mantiene il problema e a individuare una direzione di lavoro efficace. Chiedere aiuto non significa essere deboli o incapaci, ma riconoscere che alcune difficoltà richiedono uno sguardo esterno e competente per essere affrontate in modo diverso.
Dove ricevo a Torino
Ricevo nel mio studio a Torino, in un ambiente riservato e tranquillo, pensato per garantire privacy e continuità del lavoro clinico. Lo studio è facilmente raggiungibile e consente di svolgere i colloqui in un contesto professionale, lontano da distrazioni e interferenze.
Indirizzo: Via Polonghera 18, 10138 Torino
Telefono: 331 332 5407
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